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Continua la nostra rubrica di interviste ai professionisti #HotelsPeople che riportiamo dal Blog di Nozio Business.

Leggi le risposte e le riflessioni in merito al Revenue Management e all’hospitality in Italia di Luciano Scauri – Hotel Consultant e Revenue Manager – alle domande di Enzo Aita – Marketing & Business Development Consultant.

In questa terza intervista conosciamo Luciano Scauri, Hotel Consultant e Revenue Manager.
Nelle precedenti interviste abbiamo avuto il piacere di conoscere e intervistare:
Emanuele Nardin → leggi tutto
Antonio Montemurro → leggi tutto

Enzo Aita – Da quando operi in questo settore come suddivideresti le varie fasi che hanno caratterizzato l’evoluzione del mercato con particolare riferimento alla tua specializzazione?

Luciano Scauri – Se parliamo di Yield & Revenue Management posso partire solo dal 1993, anno in cui ho fatto il mio primo Forecast, suddiviso per segmenti di mercato e giorno della settimana (DOW) con Room Nights, ADR, e Occupazione (non si parlava ancora di Revpar) per i 3 mesi successivi. Un lavoro che all’inizio mi prendeva 3 o 4 ore e sembrava un incubo. Benchè fosse un sistema completamente manuale senza integrazioni, una volta però comprese le dinamiche, in 10/15 minuti il forecast era fatto. Erano gli anni della prima guerra del Golfo, non pensavo che avrei più potuto lavorare in un albergo con sola clientela individuale, senza gruppi, lavorando solo sulla qualità. Invece è stato possibile con tariffe medie doppie rispetto i concorrenti della città.
Erano anni di YRM manuale, senza integrazioni con PMS né estrazioni di dati per i quali abbiamo dovuto attendere i primi anni 2000, quando cominciano a fare capolino in Italia i primi RMS e mi trovo a fare il consulente e installatore di sistemi per una delle più grandi aziende dell’ epoca, con un modello di Forecast e Pricing basato principalmente sullo storico e lo scostamento dall’andamento degli anni precedenti sulla base delle informazioni estratte dal PMS.
Dopo il 2008 riferirsi allo storico è diventato obsoleto, persino il concetto di Budget come riferimento è stato superato a favore di un confronto e rapporto con il mercato.
Quindi abbiamo cominciato a verificare se il market share era coerente, non appena sono stati disponibili degli strumenti che ne consentivano il monitoraggio in modo oggettivo e affidabile.
L’avvento delle OTA ha poi reso più veloce e dinamico il pricing e i prodotti ad esso legati.
Oggi siamo nell’era del pricing influenzato dalla reputazione o ranking che a differenza del passato è misurabile in modo certo e affidabile.
Quindi forse più che di evoluzione del mercato ho parlato di evoluzione di un mestiere, in base alle nuove tecnologie disponibili, in funzione anche di diversi comportamenti all’acquisto.

 

Vai all’articolo originale per leggere tutta l’intervista.

 

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